lunedì 16 luglio 2018

GRANDE GUERRA, SANT'ILARIO D'ENZA AL FIANCO DEL RE E DELL'ESERCITO

Vittorio Pederzoli
Sindaco di Sant'Ilario d'Enza dal 1914 al 1920
Il 20 dicembre 1917 si tenne una seduta del Consiglio Comunale di Sant’Ilario d’Enza, che vide l’importante intervento patriottico del Sindaco Vittorio Pederzoli, che riaffermava la vicinanza della cittadina reggiana alla Corona e all’Esercito italiano, duramente impegnato nella Grande Guerra.

Le sofferenze patite dalla popolazione, sfibrata da due anni e mezzo di guerra erano certamente al limite, ma il sentimento nazionale e il desiderio della agognata Vittoria, erano anelito che sospingeva alla fratellanza e al caloroso attaccamento al sentimento di Patria. 

Il Giornale di Reggio il 9 gennaio 1918, sulla seduta consigliare in questione, pubblicava il seguente articolo: 

Nobile manifestazione patriottica
del Consiglio Comunale di S. Ilario d’Enza

La seduta tenuta il 20 dicembre dal Consiglio Comunale di S. Ilario venne aperta con patriottico discorso del Sindaco che, rievocati gli ultimi avvenimenti militari, dopo aver rivolto un reverente saluto alla maestosa figura del nostro Re, all’eroico nostro esercito, alle valorose truppe alleate, alla nostra Patria che scrive col più puro sangue dei suoi figli la più bella, la più nitida, la più gloriosa pagina della sua storia, esprimeva l’augurio che il Ministero, al quale sono affidate le nostre sorti, riesca in questo supremo momento, ad impedire le mene disfattiste di coloro che, inconsciamente o pensatamente, vorrebbero trarre ad irreparabile rovina la nostra Italia. Alla fine, fra gli applausi e l’unanime approvazione dei consiglieri presenti, proponeva l’approvazione del seguente ordine del giorno, che telegraficamente venne trasmesso al Comando supremo e al Ministero della Guerra:

“IL CONSIGLIO
Mentre masnade teutoniche, spalleggiate dai turco bulgari, dopo averne impunemente calpestato il sacro suolo, tentano la vitalità della nostra amata Patria, per farla ripiombar in uno stato di servaggio e di schiavitù.
Manda un saluto  ed un plauso a voi, ai nostri prodi soldati ed alle valorose truppe alleate che, dalle balze del Trentino alla foce del Piave, con indomito coraggio ed eroismo impareggiabile, trattengono oggi e respingeranno domani l’orda selvaggia, preparando così al popolo nostro ed al mondo intero una nuova era di giustizia e di pace.”
Da ultimo il consigliere Catellani rivolgeva ai Colleghi e ai cittadini presenti le seguenti parole:
“La gravità di quest’ora, il solenne patto che dal Parlamento alla stampa, dalle private intese alle pubbliche manifestazioni del pensiero, ha proclamato la nuova concordia della nazione, non possono non imporre a tutti la maggior disciplina a sì patriottico dovere. Con questo intimo convincimento procediamo sicuri e fedeli alla parola d’ordine, con la parola e con l’azione, con tutte le forze e con tutti i mezzi, con fermo spirito di solidarietà non tendiamo che ad una meta: - la salvezza d’Italia nostra.”

Siamo lieti di constatare che l’ordine del giorno votato riuscì ben accetto al Comando supremo e al Ministero Alfieri che risposero coi telegrammi che riportiamo:

Sindaco di S.Ilario
Sentitamente ringrazio codesta civica rappresentanza per il nobile auspicio rivolto all’esercito combattente che tenacemente persevera nell’aspra lotta per la difesa del patrio suolo e dell ‘onore dell’Italia nostra.
Generale DIAZ

Sindaco di S.Ilario
A V.S. ed all’amministrazione comunale il mio ringraziamento per il saluto che con alto senso di patriottismo hanno inviato all’Esercito che valorosamente difende il territorio Nazionale e la espressione del vivo compiacimento per il riaffermato sentimento di fede nel trionfo della armi nostre.
Ministro Alfieri

Sant'Ilario d'Enza in quei giorni ebbe l'attenzione delle alte cariche dell'Esercito e del Governo e a distanza di cento anni i telegrammi inviati dal Generale Armando Diaz, che diverrà il Duca della Vittoria e dal Ministro della Guerra Vittorio Luigi Alfieri, sono la testimonianza del contributo e del sostegno, che la cittadina reggiana volle  con orgoglio tributare. 

Note:
"Il Giornale di Reggio"  9 gennaio 1918, consultato in Biblioteca Panizzi a Reggio nell'Emilia.



Nessun commento:

Posta un commento