mercoledì 28 agosto 2013

PADIGLIONE ESQUIROL, PATRIMONIO STORICO DA TUTELARE

Padiglione Esquirol - ex Casino Trivelli
L’ex Casino Trivelli, oggi Padiglione Esquirol nell’area ex San Lazzaro è un patrimonio storico prestigioso; ed al pari dei padiglioni vicini riversa in uno stato allucinante, tra il degrado e la pericolosa incuria. Le piante stanno letteralmente inghiottendo la struttura. L’intera area prospicente, abbandonata a se stessa, che negli anni è diventata ricettacolo di brutte frequentazioni è scenario inquietante a cielo aperto.
L’area dell’ex frenocomio di San Lazzaro è una risorsa importante per la città in prospettiva di quella destinazione d’uso prestigiosa che la porti ad essere nel complesso un moderno campus universitario di stile anglosassone. Senza entrare nello specifico della suddivisione delle proprietà e dei diritti di superficie tra l’Ausl, la Provincia ed il Comune è necessario ad un certo punto che sia costituito un tavolo tra tutti i soggetti per risolvere l’annoso e ormai ultradecennale problema del pieno recupero, con spirito di piena ed assoluta collaborazione e con tempistiche certe che vedano l’inizio dei lavori.
Auspicando una tempistica di costituzione celere di questo tavolo (non sarebbe il primo) in quanto di vitale importanza per far partire progetti d’insieme, FLI richiede che sia immediatamente bonificata l’area in questione e che essa sia messa in piena, trasparente ed assoluta sicurezza. Il passo successivo deve essere indirizzato alla tutela del patrimonio storico che quelle strutture rappresentano; con la consapevolezza che gli interventi non potranno gravare ovviamente sulle casse dell’Ausl è necessario porre fin da subito la questione, che da parte dalle Amministrazioni si prospetti e si auspichi, in più fasi temporali, l’acquisto totale delle rimanenti aree.

sabato 24 agosto 2013

RECUPERO E PROMOZIONE DELLA REGGIA DI RIVALTA

Palazzo Ducale di Rivalta
La Reggia di Rivalta è per caso un peso per l’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia? Non si spiega altrimenti il mancato e fattivo recupero. Le iniziative fin qui realizzate nella Reggia sono solo un piccolo contributo, che non hanno reso certamente quel prestigio turistico che la struttura merita.

Il sito si presterebbe perfettamente per svariate destinazioni d’uso tra le quali FLI aveva già avanzato proposte di utilizzo quale sede prestigiosa di rappresentanza per l’Università di Modena e Reggio e quale sede per le Associazioni combattistiche e d’Arma; in alternativa si potrebbe realizzare nella struttura un prestigioso Museo che mostri la storia del Ducato di Modena e Reggio. La realizzazione di un Museo consentirebbe la divulgazione della nostra storia e la farebbe conoscere su larga scala.
Vista della Palazzo dal parco
La Reggia fu costruita in dono a Carlotta Aglae di Borbone-Orléans, futura duchessa di Modena e Reggio, moglie dell’allora principe ereditario e futuro Francesco III d’Este, nella prima metà del ‘700. La “Villa Ducale” dal 1796 subì il lento ed inesorabile decadimento che la vide prima spogliata degli arredi e poi smantellata ed abbattuta nel corpo principale, fino a renderla un vero e proprio rudere. I giardini che un tempo dominavano la “piccola Versailles” sono solo un lontanissimo ed invisibile ricordo e hanno lasciato spazio ad un “parco”  spoglio, con poche piante e qualche antiestetica panchina. Lo spettacolo offerto è certamente desolante e rispecchia chiaramente la totale mancanza di promozione e di tutela culturale del sito in questione.
Parco del Palazzo Ducale
Amministrazioni attente alla valorizzazione del patrimonio storico restaurerebbero e promuoverebbero adeguatamente le statue un tempo dislocate nel parco della Reggia (tantissime altre furono purtroppo distrutte ed altre ancora probabilmente disperse), che oggi sono posizionate in aree centrali della città: la statua del Crostolo posizionata in Piazza del Duomo, quattro statue rappresentati le stagioni nei Giardini pubblici, le due statue Panaro e Secchia che sovrastano il ponte sul Crostolo che porta in viale Umberto I e tre statue rinvenute nell’area ex San Lazzaro, di cui due rimaste nel Padiglione universitario Besta ed una nel Padiglione sanitario Morel. Il recupero della Reggia di Rivalta, del suo parco e della vasca del giardino segreto costituirebbe un occasione importante per promuovere il turismo. L’Amministrazione pare non avere ben chiaro quale importante strumento di rilancio economico possa essere il turismo e quale fonte ricettiva possa generarsi da esso in favore della promozione dei nostri prodotti tipici agroalimentari e delle nostre attività specifiche. 

lunedì 12 agosto 2013

TURISMO E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO. OCCASIONE IMPORTANTE.

Convento di Montefalcone
Il convento di Montefalcone riversa in uno stato di totale abbandono. I lavori di recupero fin qui svolti sono soltanto una "goccia", rispetto a quanto necessario per rimettere a posto pienamente la struttura. 

La storia e la tradizione vuole che il convento sia stato donato da Guido II di Canossa a Francesco d’Assisi nel 1217; diverse destinazioni d’uso nei secoli lo hanno portato ad essere convento dei Gesuiti che lo abbandonarono nel 1859. 

I lavori di restauro e di recupero, che furono accompagnati, qualche anno fa, da toni trionfalistici da parte delle Amministrazioni, sono attualmente fermi e il cantiere è stato letteralmente abbandonato; recintata l’area con le reti arancioni e con una vegetazione ormai prossima ad inghiottire la struttura. La strada di accesso sconnessa e nelle vicinanze nessun segnale turistico che ne indichi l’ubicazione e la storia.

Futuro e Libertà per l'Italia di Reggio Emilia richiede l’intervento immediato della Provincia e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici affinché sia risparmiata la struttura da pericoli di danneggiamento, che ne cancellerebbero definitivemente la preziosa memoria storico-architettonica. La dicitura nel sito del Comune di Reggio Emilia (nella sezione informazione e accoglienza turistica) che indica il convento di Montefalcone “in restauro” ha certamente il sapore della beffa. La tutela di un patrimonio storico di questo tipo dovrebbe far passare in secondo piano ogni altra considerazione di carattere politico ed amministrativo. FLI fa notare che la nostra provincia è ricca di risorse importanti che se adeguatamente valorizzate sarebbero un volano importante per la nostra economia specifica.

La Chiesa, all’interno del convento di Montefalcone, se recuperata potrebbe essere teatro prestigioso di concerti strumentali di musica classica. La fruibilità di una struttura come il convento di Montefalcone potrebbe essere volano importante per far conoscere ad un numero importante di visitatori le nostre terre e di conseguenza far conoscere maggiormente i nostri prodotti agroalimentari. L'indotto dei nostri prodotti tipici troverebbe in queste occasioni un fattore di sviluppo e di penetrazione nel mercato sia nazionale che europeo.